Ordine Ingegneri Napoli

RINASCE S.GIOVANNI MAGGIORE. UN PROGETTO DI RISCATTO SOCIALE
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Riapre la prima delle due chiese affidate dalla Curia all’Ordine di Napoli. Recital per la Memoria di Moni Ovadia, primo di numerosi eventi culturali.

Recuperare antiche chiese napoletane al culto, ma anche a progetti di rinascita sociale e di sviluppo economico. E’ l’avvio di un percorso nuovo, voluto dal cardinale arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, che affida a soggetti qualificati edifici religiosi da tempo abbandonati e negati alla città. Lunedì scorso l’apertura straordinaria della Basilica di San Giovanni Maggiore, tornata all’antico splendore dopo un lungo intervento di restauro a cura della Soprintendenza, affidata alla Fondazione degli Ingegneri di Napoli.
In programma un “Recital per la memoria” interpretato da Moni Ovadia, itinerario musicale tra la spiritualità e l’incontro tra culture diverse, la condizione del popolo Rom e Sinti. La Basilica paleocristiana chiusa per circa trenta anni al pubblico, diventa ora fruibile grazie al lavoro congiunto tra Sovrintendenza architettonica che ne ha curato i restauri, la Curia e l’Ordine degli ingegneri di Napoli, guidato da Luigi Vinci. Si volta pagina dopo una lunga storia di abbandono e di saccheggi nell’antico edificio di culto.

 

LA CERIMONIA
Presenti alla cerimonia il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, l’assessore comunale alla Cultura Antonella di Nocera, il sovrintendente per i Beni architettonici di Napoli Stefano Gizzi, l’architetto Orsola Foglia (responsabile della progettazione e direzione dei lavori), la storica dell’arte Patrizia Di Maggio (coordinatrice dei lavori artistici), monsignor Adolfo Russo e padre Gennaro Acampora (a cui è affidata la Basilica per le celebrazioni liturgiche).

 

CONSEGNA DELLE CHIAVI
Il progetto parte con la consegna nel dicembre scorso, da parte del presule, delle chiavi della chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Luigi Vinci (presidente dell’Ordine degli ingegneri di Napoli) e della basilica di San Giovanni Maggiore a Giorgio Poulet (tesoriere dell’Associazione partenopea degli ingegneri). San Giovanni Maggiore è ora una realtà tornata a nuova vita, dove si svolgeranno qualificati appuntamenti culturali. La sfida per gli ingegneri sarà ora recuperare anche la chiesa dei Santi Cosma e Damiano. La concretezza dei tecnici si abbina dunque allo slancio per il riscatto materiale e spirituale della città.

 

STRATEGIA COMPLESSIVA
Gli edifici di culto diventeranno anche epicentro di un progetto di sviluppo nell’area dei Banchi Nuovi che punta sul turismo sostenibile, sull’artigianato, sulla formazione, sul sostegno alle cooperative giovanili, il tutto con l’apporto degli ingegneri napoletani che animeranno la cabina di regia dell’iniziativa. “Si tratta un un passo importante – commenta Vinci – di una strategia complessiva per offrire le nostre competenze al futuro e alla crescita della città, in cui ccerchiamo di aggregare le altre energie che Napoli sa esprimere”. “Con l’occasione del recital di Moni Ovadia – si legge in una nota – organizzato in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, e grazie alla sinergia tra la Curia, le Soprintendenze e la Fondazione dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Napoli, che con il loro contributo hanno reso possibile questa apertura straordinaria del monumento, si è scelto di mostrare alla città una meravigliosa pagina di storia e di cultura e di testimoniare l’impegno ed il colloquio tra le istituzioni impegnate nel rilancio della città”.


foto di Giovanni Genova - Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per Napoli e provincia