Ordine Ingegneri Napoli

RIAPRE S. GIOVANNI MAGGIORE. AD APRILE VERTICE DEI PRESIDENTI
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I numeri uno degli Ordini si incontreranno in occasione della prima Messa. La funzione religiosa verrà presieduta dal Cardinale Crescenzio Sepe. Prende forma il progetto di riscatto economico del centro antico di Napoli


Professioni e Chiesa: si sviluppa l’intesa per il riscatto di Napoli. In occasione della prima giornata del convegno biennale di Storia dell’ingegneria, lunedì 16 aprile a Napoli, è prevista una funzione solenne nella Basilica di San Giovanni Maggiore, con la partecipazione dei presidenti degli Ordini degli ingegneri di tutta Italia e del numero uno nazionale della categoria Armando Zambrano. Sarà la prima messa celebrata nella Basilica dopo la sua chiusura al pubblico – nel lontano 1968 ­- per problemi strutturali.

I lavori del convegno di Storia dell’ingegneria, con la partecipazione di oltre cinquecento professionisti, si articoleranno da lunedì 16 a mercoledì 18 aprile nel centro congressi dell’Ateneo Federiciano, in via Partenope. “La funzione religiosa del 16 aprile – spiega il presidente dell’Ordine degli ingegneri napoletani Luigi Vinci – verrà presieduta dal Cardinale Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe”. All’Ordine e all’Associazione degli ingegneri, infatti, la Curia affida nel dicembre scorso sia la Basilica, già restaurata, che la vicina chiesa dei Santi Cosma e Damiano, per la quale gli ingegneri si sono impegnati a definire il progetto di ripristino.

 

DIALOGO PROFICUO
Da aprile riprenderanno regolarmente anche le celebrazioni domenicali della Santa Messa nella Basilica. “La nostra intenzione – dice Vinci – è abbinare alle funzioni religiose anche dibattiti e confronti su temi di interesse per i professionisti, nell’ottica dell’aggiornamento dei nostri iscritti. Siamo certi che il dialogo fra la società civile e le istituzioni religiose darà buoni frutti per la nostra città”. Sabato 11 febbraio (vedere anche servizio qui accanto – Ndr) gli ingegneri napoletani hanno riportato alla luce le due antiche campane della Basilica – una risalente ai primi anni Trenta, l’altra fusa nel 1623 – celate dietro una tompagnatura in mattoni.
Presenti alla cerimonia, oltre ai vertici dell’Ordine e dell’Associazione degli ingegneri napoletani, l’architetto Orsola Foglia (responsabile per la Soprintendenza della progettazione e direzione dei lavori di restauro della Basilica) e la storica dell’arte Patrizia Di Maggio (coordinatrice dei lavori artistici nella Basilica).
Saranno poi gli stessi ingegneri a restaurare il meccanismo elettrico che aziona le campane e che verrà riattivato proprio in occasione della celebrazione di lunedì 16 aprile. Intanto si moltiplicano le richieste da parte di singoli e di associazioni che chiedono di visitare la chiesa restituita alla città.
Si comincerà nei prossimi giorni con una delegazione della Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni e affari).

 

SVILUPPO SOSTENIBILE
I due edifici di culto saranno anche epicentro di iniziative per il riscatto e il rilancio dell’area del Centro antico di Napoli che vedranno protagonisti gli ingegneri napoletani e che si muovono lungo la direttrice dello sviluppo sostenibile.
Le iniziative in cantiere puntano infatti sul turismo culturale, sull’artigianato di qualità, sulla formazione, sui progetti di alfabetizzazione per soggetti svantaggiati, sul sostegno alle cooperative giovanili, il tutto con l’apporto degli ingegneri napoletani che animeranno la cabina di regia dell’iniziativa.

 

Le campane tornano a suonare dopo 40 anni di silenzio

Sono le 11,30 di sabato 11 febbraio quando le due campane della Basilica di San Giovanni Maggiore, accanto all’Università L’Orientale, tornano a suonare dopo oltre quarant’anni. È il primo segnale di vita dell’edificio sacro, abbandonato da diversi decenni, e ora riportato al suo massimo splendore. La sfida, per gli ingegneri partenopei guidati dal presidente Luigi Vinci, è ora vivificare l’edificio di culto, di cui nel dicembre scorso hanno ricevuto le chiavi dal Cardinale Crescenzio Sepe, insieme a quelle della chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Durante il Giubileo per Napoli del 2011, infatti, il porporato ha affidato a Ordini e associazioni alcuni edifici sacri abbandonati perché potessero tornare in breve tempo a nuova vita. Sarà proprio il Cardinale Sepe a presiedere, il 16 aprile prossimo, la Solenne concelebrazione eucaristica che si terrà nella Basilica di San Giovanni Maggiore. Il tempio, infatti, per volontà dell’Arcivescovo di Napoli, potrà ospitare attività culturali, ma non si dovrà mai dimenticare la sua funzione originale, quella cioè di luogo di culto. Un ulteriore passo importante nel restauro della chiesa è stato l’abbattimento del muro che imprigionava da oltre quarant’anni le due campane: una risale al 1623, mentre l’altra è stata fusa nel 1934. “Nei giorni scorsi – afferma Luigi Vinci – visionando le capriate, abbiamo scoperto le due campane che erano nascoste da un vano chiuso. Siamo riusciti a vederle dall’alto. Farle risuonare dopo oltre quarant’anni è un segnale simbolico di risveglio di questa città. I loro rintocchi – prosegue il presidente Vinci – accoglieranno il 16 aprile il cardinale Sepe che celebrerà la Messa in questa antica Basilica. Proprio in quella data inizierà a Napoli il convengo sulla storia dell’ingegneria. È un evento biennale, giunto alla quarta edizione, che durerà tre giorni e che richiamerà nella nostra città cinquecento colleghi italiani. Sarà anche un’occasione – sostiene Vinci – per presentare agli ingegneri del nostro Paese questa stupenda Basilica”.