Ordine Ingegneri Napoli

ICT E AGENDA DIGITALE: ALLEANZA VINCENTE PER L’URBANISTICA DI OGGI
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Realizzare un’Agenda Digitale “locale” per la città di Napoli, per conciliare l’esigenza di sviluppo economico e l’accessibilità del territorio, con l’innalzamento della qualità della vita dei cittadini e la tutela ambientale. E’ la proposta emersa dal convegno “La città del futuro e l’innovazione in edilizia” organizzato dall’Ordine degli ingegneri di Napoli e svoltosi sabato 14 aprile presso l’aula “Scipione Bobbio” della facoltà di Ingegneria dell’Ateneo Federiciano. “Il capolouogo partenopeo – dichiara Luigi Vinci, presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Napoli – non può esimersi dall’affrontare la sfida posta dallo sviluppo sostenibile alle grandi aree urbane. Pertanto si potrebbe avviare una sperimentazione a livello regionale di alcune azioni che troviamo all’interno del progetto ‘Agenda Digitale Italiana’ promosso dal Governo Monti. Una strategia – specifica Vinci – finalizzata a promuovere una crescita intelligente e sostenibile con azioni che partono da un processo di riqualificazione strutturale e funzionale del patrimonio edilizio esistente, alle infrastrutture digitali, fino ad azioni per l’efficienza e la semplificazione della pubblica amministrazione. Senza dimenticare il rinnovo delle reti di trasporto”.

I grandi agglomerati urbani oggi si trovano ad affrontare criticità di carattere ambientale, sociale ed economico, “e l’ingegneria – spiega Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri- che ha competenze nell’ambito dei materiali, nei trasporti, nell’energia, nell’edilizia e nelle telecomunicazioni deve operare in prima linea per fornire alla collettività tutti gli strumenti per vivere al meglio questo cambiamento all’insegna della sostenibilità. E’ di fondamentale importanza, coinvolgere le istituzioni, l’università e il mondo della ricerca”.


“C’è la necessità – afferma a questo proposito il presidente del Cnr Luigi Nicolais – che specialisti dialoghino con altri specialisti. Il mondo delle professioni necessita di interazioni forti con l’impresa per rincorrere oppure, meglio ancora, per anticipare l’innovazione”.


Secondo Nicolais, l’innovatore deve “sognare cose che non esistono”, e porta l’esempio della Mapei che, in un settore maturo come quello dell’edilizia, è riuscita a fare la differenza con una vision innovativa”. L’ingegnere, secondo Nicolais, può dare il fondamentale contributo di un approccio a 360 gradi. “Prima di tutto – ricorda – sono un ingegnere e anche nella mia carica al Cnr porto avanti la metodica lavorativa che caratterizza la mia professione”.
“La ricerca scientifica – afferma Piero Salatino, preside della facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II – e la formazione del capitale umano qualificato costituiscono oggi il motore della crescita di un Paese e di una regione.

L’università che rappresento – sottolinea Salatino – ha sempre lavorato con grande senso di responsabilità per fornire ai professionisti di domani tutte le conoscenze e gli strumenti per svolgere al meglio il proprio lavoro. Allo stesso modo siamo stati sempre disponibili a varie forme di collaborazione con il mondo dell’impresa e delle istituzioni”. Il lavoro di squadra è indispensabile per realizzare un’opera di modernizzazione delle città, in particolare per quella di Napoli, da sempre luogo di contraddizioni anche dal punto di vista edilizio come evidenzia Gaetano Manfredi, prorettore dell’Ateneo Federiciano: “La nostra città è a forte rischio sismico e idrogeologico e le azioni per la messa in sicurezza del territorio rappresentano una priorità nel processo di riqualificazione urbana. Se si pensa – conclude Manfredi – che il 60 per cento della produzione edilizia oggi proviene dall’attività manutentiva e di riqualificazione degli edifici si capisce anche l’impatto economico che può avere per la nostra città l’innovazione edilizia”.


“Senza investimenti nella ricerca e nella formazione non c’è sviluppo – ribadisce Guido Trombetti, assessore alla Ricerca e Università della Regione Campania – . Agli enti locali e alle amministrazioni spetta il compito di catalizzare e distribuire le risorse. In questa senso abbiamo investito 200 milioni di euro in diverse iniziative come Campus e Dottorati in Azienda”. La provincia di Napoli, invece, attraverso il Fondo europeo di sviluppo Regionale ha finanziato interventi che riguardano la qualità degli ambienti scolastici, come ricorda Paolo Pisciotta, capo di gabinetto della Provincia di Napoli. “Abbiamo sostenuto – dice – progetti volti alla riduzione delle inadeguatezze legate alla scarsa funzionalità degli edifici, all’aumento della sicurezza, dell’accessibilità ed attrattività degli spazi dedicati all’apprendimento ed alla socializzazione”.


E Marcello Taglialatela, assessore regionale all’Urbanistica, ricorda l’impegno della Regione per il riassetto del territorio attraverso strumenti come il piano casa o il protocollo Itaca per la certificazione energetica degli edifici, volti a favorire e accompagnare processi di ristrutturazione urbana con attenzione ai valori e alle sfide dello sviluppo sostenibile.