CHIARIMENTI SU ASPETTI RIGUARDANTI LA CERTIFICAZIONE DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE DEGLI EDIFICI

Le recenti disposizioni normative in materia di certificazione delle prestazioni energetiche degli edifici lasciano aperti molteplici dubbi interpretativi per i colleghi ingegneri. L’Ordine degli Ingegneri di Napoli segue con estrema attenzione le evoluzioni riguardanti l’argomento ed è impegnato a rispondere puntualmente ai quesiti degli iscritti, avvalendosi del prezioso contributo del Coordinatore della Commissione Energia, prof. Filippo De Rossi, coadiuvato dal prof. Nicola Bianco. Per chiarire il quadro normativo e fornire gli ultimi aggiornamenti, sono stati predisposti i seguenti chiarimenti di carattere generale sull’argomento.

1) Chiarimenti su requisiti per certificatore energetico degli edifici

L’art. 2 del D.P.R. n. 75/2013 (Regolamento recante disciplina dei criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e l'indipendenza degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici, a norma dell'articolo 4, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192), disciplina i requisiti dei soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici.

La disciplina, soprattutto con riferimento ai laureati con il vecchio ordinamento, non è chiarissima e a tal proposito il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha inviato una richiesta urgente di parere ed intervento ai Ministeri competenti.

In relazione al quadro normativo di riferimento, il Consiglio segnala, in primo luogo, l'assenza di una disposizione transitoria, all'interno del DPR n. 75/2013, rivolta esplicitamente a disciplinare e salvaguardare le competenze acquisite dai professionisti operanti nel settore e chiede alle Autorità ministeriali in indirizzo un pronto intervento, nella forma ritenuta più adeguata (ad es., circolare interpretativa), a definitivo chiarimento della possibilità per i laureati in Ingegneria vecchio ordinamento, iscritti ai 3 settori dell'Albo, di poter svolgere l'attività di soggetto certificatore, ai fini della certificazione energetica, senza necessità di frequentare alcun corso di formazione più esame finale aggiuntivo.

L’Ordine si sta attivando affinché l’erogazione dei corsi di formazione di cui al comma 5 dell’art. 2 del D.P.R. n. 75/2013, che devono essere necessariamente seguiti dai tecnici non automaticamente abilitati ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. 75/2013, inizi il prima possibile.

2) Chiarimenti in merito all’applicazione delle disposizioni di cui al decreto legge 4 giugno 2013, n.63 come convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, in materia di attestazione della prestazione energetica degli edifici.

Circolare MISE del 07/08/2013

Il 4 agosto 2013 è entrato in vigore il decreto legge 4 giugno 2013, n.63 come convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, recante il recepimento della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia.
Con tale provvedimento viene soppresso l’attestato di certificazione energetica (di seguito ACE) e introdotto, in suo luogo, l’attestato di prestazione energetica (di seguito APE), rispondente ai criteri indicati dalla direttiva 2010/31/UE.
Poiché sono stati sollevati, anche da parte di organi di stampa, dubbi sulla normativa tecnica da applicare per la redazione dell’attestato, si ritiene opportuno chiarire quanto segue.
L’articolo 4, comma 1, del decreto legge 4 giugno 2013, n.63 come convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, dispone che la metodologia di calcolo della prestazione energetica sarà definita con uno o più decreti del Ministro dello sviluppo economico. Si tratta in realtà di un’attività di aggiornamento della disciplina tecnica oggi in vigore, dal momento che l’istituto della certificazione delle prestazioni energetiche, anche se con nomi diversi, è presente nel nostro ordinamento già da alcuni anni ed è contenuta nei DPR emanati in attuazione del decreto legislativo 192/2005, in particolare nel decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n.59 contenente le modalità di calcolo della prestazione energetica riconducibili alla direttiva 2002/91/CE.
Nelle more dell’aggiornamento tecnico, le norme transitorie contenute all’articolo 9 del decreto legge 63/2003 come convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, fanno riferimento al DPR 59/2009 e a specifiche norme tecniche (UNI e CTI) già note.
Conseguentemente, l’articolo 13 dello stesso decreto legge 63/2013 come convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, prevede che, solo dall’entrata in vigore dei decreti di aggiornamento della metodologia di cui all’articolo 4, sia abrogato il DPR 59/2009; ciò, con l’evidente finalità di non creare vuoti normativi e di consentire una applicazione agevole della norma, basandosi su una metodologia che dovrebbe essere già sufficientemente conosciuta, in quanto in vigore da alcuni anni.
Pertanto, fino all’emanazione dei decreti previsti dall’articolo 4, si adempie alle prescrizioni di cui al decreto legge stesso come convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, redigendo l’APE secondo le modalità di calcolo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2009, n.59, fatto salvo nelle Regioni che hanno provveduto ad emanare proprie disposizioni normative in attuazione della direttiva 2002/91/CE in cui, sempre nelle more dell’emanazione dei decreti suddetti o dell’emanazione di norme regionali volte al recepimento della direttiva 2010/31/UE, si seguirà ad applicare la normativa regionale in materia.

 

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