PROJECT MANAGEMENT: AL VIA PERCORSO FORMATIVO

Nonostante buona parte del business a livello mondiale sia attualmente organizzato per “progetti”, quella del Project Manager non è una professione regolamentata, dotata di uno specifico riconoscimento professionale, bensì un “ruolo” molto spesso “chiave” nel raggiungimento degli obiettivi progettuali: il Project Manager, per svolgere bene il proprio lavoro, deve avere esperienza e competenze specifiche.
La attestazione oggettiva delle proprie capacità avviene principalmente mediante la acquisizione di idonea “certificazione”, rilasciata da Enti ed organismi indipendenti riconosciuti a livello nazionale e/o internazionale, che costituisce essa stessa un bene “rivendibile” per il PM verso il mercato e/o l’azienda che commissiona il progetto da gestire. Inizialmente nata nei paesi a cultura anglosassone, la cultura della “certificazione” si è poi gradualmente diffusa in Europa e nel mondo, interessando sia i settori economici privati che la pubblica amministrazione.

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Formazione: c’è la norma Iso per la qualità

Negli ultimi anni, l’argomento della qualità e della garanzia di qualità dei servizi di formazione ha incrementato la sua importanza in molte nazioni ed istituzioni: UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) e OECD (Organisation for Economic Cooperation and Development) hanno inserito la garanzia della qualità dell’educazione nel contesto del loro mandato; WTO (World Trade Organization) considera la educazione come un’area fondamentale nei servizi internazionali nel General Agreement on Trade and Services (GATS); ancora, la UE (Unione Europea) ha intensificato il suo impegno per la qualità nell’educazione.
Nel documento “Learning to be” dell’UNESCO, per tutti coloro che intendono cambiare il mondo di oggi in un posto migliore e prepararlo per il futuro, l’educazione/formazione è un soggetto capitale ed universale.
La stessa UNESCO definisce tre canali basilari per l’educazione: Incidentali, Formali, Non formali. La prima, viene acquisita in modo non intenzionale attraverso attività “casuali” nella vita familiare e nelle attività quotidiane, attraverso Osservazione, Ripetizione, Interazione sociale, Soluzione di problemi, Elaborazione di tradizioni culturali.

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Ciclo di eventi nel segno del futuro e della speranza

Si conclude oggi a Napoli la tre giorni del convegno storico al centro Partenope. Il presidente Vinci: Al servizio della città per il riscatto del suo centro antico. Sabato scorso incontro al Politecnico sul rapporto fra pianificazione e innovazione


Con l’ultima giornata del convegno di studi sulla Storia dell’Ingegneria, in programma oggi al centro congressi Partenope di Napoli, si conclude un ciclo di eventi che ha visto per riversi giorni l’Ordine giocare un ruolo da protagonista. Il ciclo è iniziato sabato con un convegno sul tema “La città del futuro e l’innovazione in edilizia”, organizzato al Politecnico Federiciano (vedere servizio qui in basso – Ndr). Durante il convegno Armando Zambrano (presidente del Consiglio nazionale), Piero Salatino (preside della facoltà napoletana di Ingegneria) e Luigi Vinci hanno consegnato a Luigi Nicolais – già ministro per l’innovazione e assessore regionale alla ricerca, ora neo presidente del Cnr – una targa come riconoscimento per le sue molteplici attività di amministratore, studioso e professionista.
Nel pomeriggio di lunedì i presidenti degli Ordini italiani, centinaia di iscritti e rappresentanti delle istituzioni si sono ritrovati (vedere fotonotizia qui accanto – Ndr) nella Basilica di San Giovanni Maggiore, affidata all’Ordine partenopeo, per una solenne funzione religiosa presieduta dal cardinale Crescenzio Sepe, che segna la ripresa delle attività liturgiche dopo un silenzio di oltre quarant’anni. “Noi ingegneri napoletani – spiega il presidente Luigi Vinci – abbiamo così deciso di rispondere all’appello chiave del Giubileo voluto dal cardinale Sepe, ‘non chiudere la porta alla speranza’, mettendo a disposizione il nostro impegno e le nostre competenze per riportare a nuova vita un pezzo importante della città”. “Bisogna dar merito all’Ordine degli ingegneri di Napoli ed all’Associazione degli Ingegneri – commenta l’assessore regionale all’Urbanistica Marcello Taglialatela – di aver riportato alla vita, sia in senso religioso, che in senso architettonico, un bene davvero prezioso”. Giunto alla sua quarta edizione il convegno nazionale di Storia dell’ingegneria, iniziato lunedì, affronta un ampio ventaglio di temi: dalle implicazioni sociali del terremoto, alla scienza delle fortificazioni, dalla rete elettrica napoletana, ai modelli di impresa in prospettiva storica, sino ad arrivare all’evoluzione delle tecniche edili.

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Difficoltà nel realizzare gli appalti: un’analisi del contesto locale

La principale difficoltà per realizzare opere pubbliche nel nostro Paese è sicuramente il reperimento delle risorse economiche.
Gli enti locali, infatti, sono perennemente alla ricerca dei fondi necessari ad attuare interventi nei propri territori, ma la maggior parte delle volte la possibilità di rientrare o meno in un filone finanziario, dipende dalla priorità e dal cosiddetto ‘grado di cantierabilità’ di un intervento.
Com’è noto, l’attività di programmazione dei lavori pubblici è regolamentata dall’art. 128 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i., che in particolare dispone che l’attività di realizzazione dei lavori ‘di singolo importo superiore a 100.000 euro si svolge sulla base di un programma triennale’ (c. 1). Tale programma triennale, in particolare:
‘costituisce momento attuativo di studi di fattibilità e di identificazione e quantificazione dei propri bisogni che le amministrazioni aggiudicatrici predispongono nell’esercizio delle loro autonome competenze …’ (D.Lgs. 163/2006, art. 128, c. 2);
‘deve prevedere un ordine di priorità’ nel cui ambito ‘sono da ritenere comunque prioritari i lavori di manutenzione, di recupero del patrimonio esistente, di completamento dei lavori già iniziati, i progetti esecutivi approvati …’ (c. 3). Si evince pertanto la necessità che un’amministrazione pubblica rediga almeno uno studio di fattibilità, dal quale poi sviluppare le successive fasi progettuali previste dall’art. 93, c. 1. del D.Lgs. 163/2006 (regolamentate dal Capo I, Titolo II del D.P.R. 207/2010) al fine di poter consentire l’appalto di un lavoro avente per oggetto una delle forme individuate dal comma 2 dell’art. 52 (sola esecuzione; progettazione esecutiva ed esecuzione di lavori sulla base del progetto definitivo dell’amministrazione aggiudicatrice; previa acquisizione del progetto definitivo in sede di offerta, la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori sulla base del progetto preliminare dell’amministrazione aggiudicatrice).

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Trasferimento tecnologico: un’associazione per la tutela

Al giorno d’oggi è sicuramente a tutti noto cosa sia un Sgq, un Sistema di gestione per la Qualità. Un Sistema di Gestione della Qualità è l’insieme di tutte le attività collegate e interdipendenti che influenzano la Qualità di un prodotto o di un servizio.
A partire dagli anni ’80 le prime aziende occidentali, soprattutto quelle americane, iniziarono a rendersi conto dell’importanza dello sviluppo della qualità per il successo di un’organizzazione.
E’ sempre negli anni ’80 che vennero emesse a cura dell’ISO le prime norme di riferimento finalizzate alla qualità. Nel 1987, infatti, l’International Organization for Standardization adottò il codice britannico BS 5750 e pubblicò quella che ora è chiamata serie di norme ISO 9000.
Una evoluzione culturale, prima di tutto, e poi tecnologica quella della qualità aziendale.
Questa importante eredità, in termini di patrimonio di know how, di best practices e di experiences cases è stata utilizzata dalla AICTT, Associazione Italiana per la promozione e la valorizzazione della Cultura del Trasferimento Tecnologico, per trasporre i risultati ottenuti in ambito qualità aziendale al campo dell’innovazione aziendale. Per la prima volta in Italia, ma anche in Europa, si parla di SGI, Sistemi di Gestione dell’Innovazione aziendale.

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CORSO DI PREVENZIONE INCENDI ALLA CASERMA “S.TEN. S. MINUCCI”

Lo scorso 8 luglio 2013, presso la caserma “Minucci” di Napoli, sede del Comando Infrastrutture Sud, è stato inaugurato il “Corso di specializzazione in prevenzione incendi” di 120 ore ai sensi del D.M. 5 agosto 2011.

L’attività formativa, organizzata dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, rientra nell’ambito delle convenzioni volte alla permuta di beni e servizi tra Amministrazione militare e soggetti pubblici o aziende private, al fine di contenere i costi della formazione del personale tecnico dell’A.D.

All’inaugurazione del corso hanno preso parte l’Ing. Guido PARISI, Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco della Campania, l’Ing. Giovanni FRICANO, Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di NAPOLI, l’Ing. Marco SENESE, Vice Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e il Col. Ing. Costantino IACONO, Comandante delle Infrastrutture Sud.  

 

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Proprietà intellettuale e tutela: seminario alla sede dell’Ordine

“Caccia all’ingegno – Come difendere le proprie idee” è il titolo del convegno che si terrà a Napoli il prossimo 4 maggio, alle ore 15, nell’Aula Magna della sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, in Via del Chiostro, 9.
Scopo dell’evento organizzato dalla Commissione Innovazione Tecnologica dell’Ordine, coordinata da Gennaro Annunziata, è quello di fornire ai partecipanti le conoscenze di base sulla difesa della proprietà intellettuale e di far comprendere l’importanza della brevettazione per l’ingegnere e l’imprenditore impegnati nei settori tecnici. Il convegno prevede in apertura un’introduzione, che spiegherà brevemente le regole e la tempistica delle fasi di brevettazione e di trasferimento tecnologico, dando un quadro d’insieme sul tema. Seguiranno tre relazioni sulla valorizzazione delle invenzioni, basate su casi applicativi.
La prima sarà incentrata sull’analisi delle opportunità e criticità nel processo di trasferimento tecnologico tra pubblico e privato.
La seconda fornirà elementi pratici per l’accesso a strumenti di finanza agevolata per ingegneri che intendano difendere le proprie idee sul mercato e basare su tali idee lo sviluppo di attività imprenditoriali.

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Due linee del Miur per cambiare volto alle comunità locali

Con la pubblicazione  dell’Avviso prot. n. 84/Ric. del 2 marzo 2012 il MIUR ha attivato due linee di intervento:
A) “Smart Cities e Communities” (Azioni integrate per lo sviluppo sostenibile e lo sviluppo della società dell’informazione previste nell’ambito dell Asse II del Programma
Le idee progettuali dovranno promuovere interventi in grado di utilizzare le più avanzate soluzioni di diretto impatto sugli ambiti di interesse pubblico e sviluppare modelli di integrazione sociale per risolvere problemi di scala urbana e metropolitana. L’ambito applicativo è quello delle Smart Cities e Communities ovvero dello sviluppo di modelli innovativi  finalizzati a dare soluzione a problemi di scala urbana e metropolitana tramite un insieme di tecnologie, applicazioni, modelli di integrazione e inclusione.
Le tematiche socio ambientali previste afferiscono ai settori: Smart mobility, Smart health, Smart education, Cloud computing technologies per smart government, Smart culture e Turismo, Renewable energy e smart grid, Energy Efficiency e low carbon technologies, Smart mobility e last-mile logistic,Sustainable natural resources (waste, water, urban biodiversity).
Il bando, che mette a disposizioni risorse per 200Ml di Euro, è riservato ai soggetti definite all’art.5 comma 1del DM 593/200 e ss.mm.ii., con sede operative nelle Regione della Convergenza.
B “Progetti di innovazione sociale” (Iniziative di osmosi Nord-Sud previste nell’ambito dell’Asse III del Programma)
Accanto all’intervento predetto, il MIUR intende promuovere la partecipazione delle generazioni più giovani delle Regioni della Convergenza al processo di diffusione di una cultura innovativa in tema di Smart Communities; a tal fine, il bando invita i giovani delle Regioni della Convergenza di età non superiore ai trenta anni a presentare progetti orientati alla messa punto di idee tecnologicamente innovative per la soluzione nel breve-medio periodo di specifiche problematiche presenti nel tessuto urbano di riferimento e riferite agli ambiti previsti dall’art. 2 dell’Avviso.

Per i “Progetti di innovazione sociale” le risorse a disposizione sono 40ML di Euro.
Per tutte le informazioni si consulti il sito www.ponrec.itAzioni sul documento

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Smart city, città di domani: nuova idea per lo sviluppo

In questi ultimi anni, soprattutto in Europa e in Italia, le varie istituzioni e i vari policy maker, nella loro ricerca di una nuova visione del futuro capace di garantire un nuovo benessere e un nuovo sviluppo nel terzo millennio, hanno individuato nella costruzione di Smart Cities una concreta e virtuosa soluzione. L’idea di Smart City nasce nel mondo ICT (Information&Communication Technology), inizia i suoi passi in Nord America e poi in Europa, dove oggi trova un posto di rilievo nell’Agenda Europa 2020, quindi nella Agenda Digitale Europea e nella imminente Agenda Digitale Italia. Di fatto pur avendo la Smart City un origine legata ai sistemi ICT per la digitalizzazione di una città, sta ormai assumendo un significato molto più ampio, che include l’intero “spazio” e “vita” di una città.
Una accettata definizione di Smart City è: una città dove gli investimenti nel capitale umano e sociale, nei processi di partecipazione, nell’istruzione, nella cultura, nelle infrastrutture per le nuove comunicazioni, alimentano uno sviluppo economico sostenibile, garantendo un’alta qualità di vita per tutti i cittadini e prevedendo una gestione responsabile delle risorse naturali e sociali, attraverso una governance partecipata.

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