Superbonus 110%: Lettera agli iscritti

Data pubblicazione:
2 Agosto 2022

Cari Colleghi,

sono ormai trascorsi due anni dalla conversione in legge del decreto Rilancio che ha dato il via al meccanismo di agevolazione fiscale in edilizia più controverso e contestato, il Superbonus 110%.

Le iniziali difficoltà tecniche sono state presto superate da un susseguirsi di chiarimenti, faq, risposte ad interpelli e disposti normativi. Le difficoltà amministrative e finanziarie invece sono state un crescendo di dubbi, blocchi, dietrofront da parte dello Stato che hanno minato profondamente la filiera delle Costruzioni ed anche noi professionisti. Il Superbonus è un meccanismo articolato ma anche fortemente autocontrollato attraverso requisiti tecnici rigidi, controllo sui prezzi, massimali di spesa massima e asseverazioni. Tuttavia numerose sono state le informazioni non veritiere che si sono diffuse, prima imputando al Superbonus le numerose frodi scoperte dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Entrate relativi a cantieri mai aperti e poi parlando di platfond di risorse statali esaurite.

Nella realtà le frodi con questa agevolazione sono state meno del 3% mentre le restanti riguardavano il bonus facciate, ma il decreto anti-frode ha finito per affondare principalmente il Superbonus, paralizzando ormai da 9 mesi i cantieri aperti e quelli in apertura. Le modifiche prima, ed il blocco poi, dello sconto in fattura e della cessione credito, che sono stati i veri propulsori del Superbonus, hanno reso vani gli sforzi di noi professionisti, impegnati a realizzare progetti integrati in tempi ridotti ed assumerci le responsabilità delle onerose asseverazioni tecniche, ad oggi senza alcun compenso, facendoci esporre tanto quanto le imprese con oltre un anno di attività non remunerata, altro che equo compenso!

Il recente Decreto Aiuti non sembra essere strumento idoneo a far ripartire il Superbonus che dovrà affrontare la sempre crescente sfiducia di cittadini, imprese e professionisti. I professionisti non sono più disposti a progettare ed attendere di essere pagati a lavori avanzati da imprese e general contractor, che a loro volta non sono più in grado di anticipare il denaro in attesa di crediti mai monetizzati mentre i cittadini temono di vivere in un eterno cantiere, avere danni futuri o peggio ancora ricevere richieste di restituzione economica da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il nostro Ordine ha lavorato sugli aspetti di sua competenza, fornendo supporto e formazione tecnica sul tema agli iscritti e confrontandosi continuamente con tutti gli stakeholders coinvolti.

Vogliamo continuare ad esser al fianco dei nostri iscritti per valorizzarne le buone pratiche, il valore, l’etica e la deontologia e ci adopereremo per supportare la ripartenza del “sistema Superbonus” anche con proposte che consentano di rimodularlo, come quando abbiamo proposto alle commissioni parlamentari di rendere obbligatoria un’analisi di vulnerabilità sismica per i fabbricati ultimati da oltre 50 anni.

Crediamo fermamente che il ruolo dell’ingegnere sia fondamentale per traguardare le sfide che l’Europa ci pone per l’efficientamento del nostro patrimonio edilizio che vanno dalla riduzione della povertà energetica alla mitigazione del rischio sismico per migliorare la qualità della vita.

Ci auguriamo che lo strumento fiscale del Superbonus venga posto al centro dell’agenda politica del futuro Governo con l’auspicio che diventi un provvedimento strutturale.

Cordiali saluti
IL PRESIDENTE
prof. ing. Edoardo Cosenza

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Ultimo aggiornamento

2 Agosto 2022, 17:37